Spot AI: come farlo approvare dall'ufficio legale
Il legale vede lo spot alla fine, e lì i progetti AI si fermano. Le cinque domande che farà, le norme italiane ed europee dietro, e un dossier di una pagina.
L’ufficio legale di solito vede lo spot alla fine, con il montaggio chiuso e la data di lancio in calendario. I progetti AI si fermano lì: l’avvocato fa domande a cui il brief non ha mai risposto, e le risposte richiedono una settimana. Dai al legale quelle risposte già al brief, e l’approvazione richiede una sola lettura.
Questa è una guida pratica. Non è una consulenza legale, e la decisione spetta al vostro legale. Il tuo compito è consegnargli un dossier su cui possa decidere.
Le cinque domande del legale
1. Lo spot richiede un’etichetta AI?
Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 dell’AI Act europeo obbliga chi pubblica un deepfake a dichiararlo. Il regolamento definisce deepfake un’immagine, un audio o un video generato o manipolato dall’AI che somiglia a persone, oggetti, luoghi o eventi reali e che a chi guarda sembrerebbe falsamente autentico. Un’animazione stilizzata del prodotto non finge di essere una ripresa vera. Un “cliente” fotorealistico che elogia il prodotto è vicino al limite.
Per un’opera palesemente artistica, creativa o di finzione il regolamento consente una dichiarazione che non rovini l’opera, per esempio nel cartello finale. L’altra metà dell’articolo 50, la marcatura leggibile dalle macchine dei contenuti AI, spetta ai fornitori degli strumenti. Il Digital Omnibus ha concesso ai fornitori con sistemi sul mercato prima del 2 agosto un periodo di grazia fino al 2 dicembre 2026.
Decidi come etichettare nel brief e mettilo per iscritto.
2. Di chi sono il volto e la voce?
Ogni persona reale e riconoscibile deve firmare una liberatoria che copra l’uso AI della sua immagine e della sua voce. Un presentatore generato non ne ha bisogno, purché nessuno abbia chiesto al modello di imitare una persona reale. Da ottobre 2025 l’Italia ha un reato specifico: l’articolo 612-quater del codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi diffonde senza consenso immagini, video o voci di una persona falsificati con l’AI, quando le causa un danno ingiusto. Una voce AI che imita quella di un personaggio famoso porta lo stesso rischio.
3. Di chi è lo spot finito?
La legge italiana sull’intelligenza artificiale (legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025) riconosce il diritto d’autore alle opere create con strumenti AI solo quando sono frutto del lavoro intellettuale di una persona. Per il brand servono quindi due documenti: una traccia delle scelte creative umane (brief, script, note di regia, scelte di montaggio) e un contratto che ti cede i diritti sul risultato. Controlla anche i termini d’uso commerciale di ogni strumento.
4. Nell’inquadratura c’è qualcosa di altri?
Loghi, confezioni, personaggi e monumenti tutelati possono comparire in un render AI senza che nessuno li abbia chiesti. Controlla gli sfondi con la stessa attenzione del prodotto in primo piano. Musica e stock richiedono licenze, come su qualsiasi set.
5. Ogni affermazione è vera?
Il Codice di Autodisciplina IAP, che inserzionisti, agenzie e mezzi italiani accettano tramite le loro associazioni e i loro contratti, chiede che la comunicazione commerciale sia onesta, veritiera e corretta. Vale per le campagne AI come per tutte le altre. Il rischio tipico dell’AI è un render che mostra il prodotto fare ciò che non fa: una porzione più abbondante di quella nella confezione, una pelle più liscia di quanto la crema possa dare. Confronta ogni inquadratura del prodotto con il prodotto vero.
Un dossier di una pagina per il legale
Manda al legale una pagina insieme al brief:
- come etichetti lo spot, e dove compare la dichiarazione;
- ogni persona reale in video o in voce, con lo stato della liberatoria;
- gli strumenti usati, con i loro termini commerciali;
- le licenze di musica, voce e stock;
- chi ha preso quali decisioni creative;
- ogni affermazione sul prodotto, con la sua prova.
Prima della consegna verifichiamo immagine, proprietà intellettuale di terzi, licenze e dichiarazione; la panoramica sulle regole UE spiega ogni verifica. Con il dossier qui sopra il vostro legale controlla gli stessi punti prima che esista il primo fotogramma. Mandaci il brief e costruiamo lo spot intorno a quei punti.